: mAgDalo mUSSIO / _GRafiCa

L’antigrafica di MgM

Dai titoli di coda dei film per la Fondazione Lerici alla grafica editoriale, in un naturale slittamento mental-professionale:
Magdalo Mussio è entrato nella grafica editoriale come un cavaliere rivoluzionario, incurante dei tabù più consolidati…
testi pubblicati con le correzioni d’autore, titoli irregolari, pagine al negativo… il mondo delle regole era terreno fertile per un coltivatore della sovversione.
Cavalcando il momento di grande cambio nel settore tipografico, col passaggio dal piombo all’offset, Magdalo Mussio sfrutta in modo vulcanico tutte le nuove tecnologie, sovrastandole però sempre con la sua mano d’artista: un segno spietato sopra i Letraset appena composti, un frammento di giornale incollato come uno sberleffo in mezzo alla pagina…


Lerici editore

19 Marcalibri, 48 Marcatré, EX n.4, da I bambini tonti fino alla chiusura della Lerici editore, l’ingresso di Magdalo Mussio nell’ambiente della Fondazione Lerici, fra i più stimolanti e indagatori del panorama italiano della fine degli anni Cinquanta, fu naturale e in graduale espansione fino ad una sorta di identificazione creativa.
Sotto l’impulso di Roberto Lerici, poeta e commediografo impegnato nel teatro contemporaneo, la casa editrice si rivolse al panorama della nuova produzione culturale italiana con lo stesso impegno indagatore che l’ aveva contraddistinta nelle pioneristiche indagini geominerarie ed archeologiche…
Prima come illustratore di alcune edizioni, poi curatore di pagine pubblicitarie interne alla rivista Marcatré e successivamente come membro della redazione, Magdalo Mussio iniettava quel suo personale anticonformismo grafico che divenne progressivamente un tratto distintivo e ricercato della rivista, di cui nel 1967 divenne responsabile estetico. Dal 1968 iniziò a curare il settore Notizie de Il Marcatrè, che inesorabilmente assorbì l’intero corpo della rivista…


La Nuova Foglio

Il panorama culturale-sperimentale italiano viveva la sua stagione fervida, in cui due protagonisti fra gli altri riuscirono a produrre e organizzare con continuità qualcosa che per definizione attingeva all’effimero: Emilio Villa e Magdalo Mussio. Il primo trovò il suo ambiente di riferimento ne La Nuova Foglio di Giorgio Cegna, dove produsse e fece produrre alcuni fra i più noti e dissacranti libri d’artista e avviò riviste che si fecero beffe di ogni schema conosciuto. Mussio, appena uscito dall’esperienza con la Lerici, fu chiamato proprio da Villa a La Nuova Foglio, dove l’esperienza maturata negli anni del Marcatré si realizzò in numerose collane e pubblicazioni d’artista…


Grafica professionale

Negli anni successivi alla chiusura della casa editrice Lerici Mgm lavorò come grafico professionale in modo autonomo, realizzando grafica e lavoro redazionale di due numeri di Marcatré UTT per la Enne Esse editrice che aveva rilevato la testata. I lavori di quel periodo free lance venivano firmati come Magdalo Mussio oppure con la sigla Studio UTT dal nome dello studio grafico che aveva avviato in collaborazione con Luciano Martinis.
Altri incarichi in tutt’altro campo arrivarono dalla Polifilm, per la realizzazione dei titoli, i trailer e il materiale stampato di alcuni film, fra cui Il vento dell’est di J.L. Godard e Il leone dalle sette teste di G. Rocha.
La forma editoriale della rivista era ancora territorio da esplorare per Magdalo Mussio, che autoprodusse Hark, di cui uscì un solo numero nel 1970, in forma clandestina come tante altre testate spontanee di quegli anni.