L’opera di MgM

Creazione totale / complessità totale

Non è caos.
Nella contaminazione assoluta si nascondono linguaggi, temi e citazioni in un rapporto dinamico continuo e mutevole: le animazioni ne sono l’espressione più diretta, dove per esempio appaiono personaggi che appartengono ad un immaginario che si riversa poi anche nel disegno, nelle incisioni, nelle pubblicazioni editoriali. Il movimento, la scrittura, la ripetizione cerebro-coatta fra serie interminabili di numeri e grumi di parole dense di significati multipli: una creazione totale il cui schema intimo è inafferrabile e si prende gioco delle distinzioni di categorie artistiche. 
Quali sono i confini del disegno e dove esso diviene incisione o quadro? Domanda sciocca che l’autore ha elegantemente evitato di porsi. Se ci fosse un filo conduttore, una trama o perfino un perché in tutto il mondo creativo di MgM, questo starebbe -forse- nella sua autobiografia intima, a cui nessuno ha mai avuto reale accesso, fitta di contraddizioni, ambigui ricordi e trabocchetti della memoria. Una cronologia ciclica inespugnabile. 
Ma l’affezionato lettore, il critico, l’osservatore ignaro chiedono una chiave di lettura, dei criteri, degli schemi… qui si propone una versione dei fatti, semplice e forse, anzi sicuramente, parziale. 
Un avvio al transito.


FILMATI

Fotogramma dall'animazione "Il Drago".

Non rimangono frammenti di un’opera persa, gli esperimenti, la lontananza, gli archivi polverosi… McLaren, I bambini di Terezin, i contadini toscani, Calogero… cortometraggi scomparsi nel tempo ma non nella memoria, restano tracce in un manifesto, in un ricordo di chi lo vide…
Il lavoro sul filmato, lo scorrimento, i titoli mobili della Corona cinematografica rientrano nell’estetica del movimento, un dinamismo che porta al poetico-visuale, un senso di “scorrimento” che appartiene intimamente a MgM .

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TEATRO

Spaccio de la Bestia trionfante

L’ interesse giovanile per i canovacci nella Commedia dell’Arte rimane a lungo quiescente, tramite il continuo rapporto tra antico e contemporaneo che consegue a tutti i fondamentali dell’Arte.
Teatro, ossia parola e scena, immagine parlata, narrazione archetipica e grottesca, finzione ma realtà…
E se la vita è creazione è vero anche il contrario: tutto diventa un grande canovaccio improvvisato nello schema previsto dall’Autore, la cui opera diventa autobiografia teatrale per pubblico assente.

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INCISIONI

Segni automatici, grafici-graffiti tracce sottili di un pensiero ineffabile, errabondo. Rappresentazioni di assenza, monocrome, oppure no.
Pensiero complesso, apparentemente arruffato, che incide in molteplici densità il suo dipanarsi sulla lastra, per poi riprodursi in forme simili e diverse, come l’esperienza dello spettatore nel pubblico. E poi: il gioco speculare della scrittura, che come segno si ribalta, proponendo un significato che contiene il suo contrario, come sempre sparigliando le carte…

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QUADRI

Magdalo Mussio, Sottrazione del tempo 1983

Quadro su tela: uno. Esperienza-esperimento senza continuità, ma come traccia dell’esplorazione estetica.
Tavolozza austera ma dorata, penna, frammenti strappati dell’espressione altrui, segni a lapis come labili e obbliganti alla cura, bruciature non casuali, letraset, fotocopie scarti di insione, lavoro di citazione dell’opera grafica, tipografica e redazionale, tagli, correzioni, aggiunte, sottolineature… a evidenziare un senso che fosse unico e comune. Linguaggio degli oggetti di scrittura a portata di mano, su un tavolo d’artista senza un ordine se non quello delle infinite connessioni possibili.Il tutto sigillato da velature di carta soffusa e increspata da tracce di colla, come un senso del pudore nel fascino della distanza.

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